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Anatolia orientale

yoruk tappeto

Con il suo vastissimo e impervio territorio, l'Anatolia orientale costituisce una regione a sé stante nel panorama etnico della Turchia e nella produzione dì tappeti. Si estende dalla zona montuosa di Kars fino al grande Lago di Van e al bacino del Tigri e dell'Eufrate, presentando una morfologia per lo più montuosa, dominata dalla vetta del Monte Ararat, oggi luogo di grande interesse archeologico per gli studiosi che proprio qui ricercano testimonianze sull'arca di Noè. Nel corso della storia, l'Anatolia è stata interessata da un continuo avvicendamento di popolazioni differenti: Curdi, Armeni, Caucasici e nomadi di vario tipo, questi ultimi comunemente ricordati con la generica denominazione di Yùrùk, che in turco significa appunto "nomade".
Il panorama etnografico tuttora molto variegato rende quasi impossibile identificare con precisione le varie tipologie di tappeti prodotte nella zona. I centri che offrono la produzione più rinomata sono le città di Erzurum, di Kars e di Erìvan, ma l'attività è prospera anche nei villaggi della regione. Nel nord del territorio, infatti, la produzione di tappeti è molto diffusa, largamente praticata dagli abitanti locali in prevalenza Armeni.
Nel cuore dell'Anatolia centrale lo scenario razziale diviene ancora più eterogeneo, poiché il territorio ha favorito l'incontro e la fusione fra gli Armeno-Caucasici del nord, i Curdi del sud, i Persiani dell'est e gli Yùrùk nomadi, che si spostano nell'Anatolia centromeridionale. Questi ultimi sono composti da popolazioni differenti che hanno in comune solo lo stile di vita non sedentario. Anche i Curdi, presenti soprattutto in un'area fra Diyarbakir, Hakkari e Van, sono rinomati annodatori.

tappeto yoruk Caratteristiche Tecniche e materiali

Nei materiali in genere si ricorre al resistente pelo di cammello, mentre per realizzare le parti scure si preferisce quello lucente delle capre d'angora. Molto diffusa anche la lana, particolarmente soffice se tosata dalle pecore karaman, dalla tipica coda grassa. Come solitamente accade presso i nomadi, i manufatti annodati vengono utilizzati per allestire e arredare le tende. Anche qui la sapiente tradizione di tessere è affidata alle donne delle comunità, che si servono di rozzi telai orizzontali, adatti solo per esemplari non troppo grandi e di forma allungata. Presso i gruppi nomadi e seminomadi l'annodatura è in genere piuttosto grossolana, con una rasatura alta; nei villaggi invece si utilizza una tecnica più compatta.

Caratteristiche Iconografiche

Nonostante l'incredibile varietà dei tappeti autoctoni, nell'Anatolia orientale si possono identificare alcuni connotati omologanti.
La vicinanza dei confini caucasici ha influito anche sulle caratteristiche estetiche dei tappeti, con medaglioni a farfalla o a stella e bordure con il ricorrente motivo a foglie dentate. Alla città di Kars appartiene una produzione ottocentesca di tappeti a draghi, mentre ai nostri giorni vi si realizzano esemplari simili nei decori ai Kazak che però, rispetto agli originali caucasici, sono meno curati nell'esecuzione.
yoruk kilim Nel cuore dell'Anatolia centrale si eseguono tappeti dai disegni elementari, con forma allungata che condiziona gli stessi impianti, fra cui predomina la sovrapposizione di poligoni lungo il campo. Le donne curde, come in genere accade tra le popolazioni nomadi, realizzano esemplari con disegni spesso imitati dai motivi dei villaggio in cui si stanziano, benché molto ricorrente sia una rappresentazione geometrizzata del motivo Holbein di origine selgiuchide, antico simbolo tribaie dei turchi Oguz. Molto diffusa anche la tessitura di kilim, ornati da piccoli rombi uncinati e tessuti con la particolare tecnica a fessure. Nell'ambito della complessiva produzione di questa parte dell'Anatolia, l'impianto a preghiera è poco diffuso e, laddove compare, si riaccosta agli esemplari Mudjur con i caratteristici archi scalari. L'aspetto più interessante di questi manufatti riguarda la decorazione interna della nicchia, in cui compaiono frequentemente misteriosi simboli. Va infine ricordato che in certi manufatti del sudest risulta ben evidente l'influenza del vicino Iran, di cui si imitano decori floreali e motivi boteh.

Colori

La gamma cromatica non è ampia e quasi priva di tonalità troppo decise; molto ricorrente un caratteristico albicocca chiaro e un particolare verde muffa per gli sfondi. Nei disegni si utilizzano anche il marrone chiaro, il nero, il violetto, ii giallo pallido e l'azzurro. I colori utilizzati dagli Armeni risultano inoltre poco brillanti, con una prevalenza di sfumature rosate, che creano minori contrasti rispetto al caratteristico tono rugginoso del Caucaso. Gli esemplari curdi hanno fondo piuttosto cupo, mentre i disegni sono rischiarati dall'arancio, dal rosso fragola e dal giallo chiaro.