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Area di Bergama

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Poco distante dalle coste egee sorge la città di Bergama, centro di antichissima origine, un tempo denominata Pergamo e capitale del regno ellenistico degli Attalidi. Nella realizzazione dei tappeti la località è tuttora molto importante e funziona come punto di raccolta e di smercio di tutti gli esemplari eseguiti nei villaggi limitrofi, dove risiedono gruppi di origine nomade, ormai però quasi del tutto sedentarizzati. Ancora oggi la produzione di quest'area è decisamente interessante, perché si esprime attraverso tipologie decorative e tecniche particolari nate da antiche tradizioni, rese peraltro ancor più ricche dall'apporto di abitanti d'origine caucasica e turcomanna. La zona inoltre non è stata contaminata da influenze persiane od occidentali, attenendosi in genere a un'espressività decorativa che, nei suoi disegni geometrici, si richiama all'età dei Selgiuchidi. Questa continuità con la miglior tradizione anatolica del passato è stata sicuramente favorita dal fatto che la tessitura viene organizzata ancora seguendo una distribuzione domestica, non esposta perciò alle contaminazioni provenienti dell'esterno. Ciò ha permesso anche di conservare più a lungo la buona qualità dei materiali e per questo, fino a qualche decennio fa, molti tappeti venivano realizzati con colori naturali. Sono diversi i centri che devono la loro fama all'arte dell'annodatura, fra essi si annoverano: Yunt Dag, Akhisar e Kazak, quest'ultima popolata da abitanti d'origine caucasica, che hanno portato decori e colori della loro terra nella produzione del posto; importante è anche Dikili, sede di stanziamento della tribù nomade degli Yagcibedir, produttori dei tappeti omonimi caratterizzati da un'annodatura piuttosto fine, con disegni geometrici e colori rosso scuro, marrone e blu.

tappeto bergama Caratteristiche Tecniche e materiali

Gli esemplari dell'area di Bergama si distinguono anche per alcuni aspetti della stessa struttura; sempre realizzati in lana, soffice, lucente e con lunga fibra, hanno trama color rosso, che passa più volte fra i nodi, dalla densità poco elevata. Originalissime le testate d'armatura realizzate con tecnica di kilim baft, larghe e con varia policromia; possono essere rosse, blu o a strisce rosso-blu. Concepite come vere e proprie parti decorative, vengono talvolta rese ancor più bizzarre dal fatto che vi sono cuciti bottoni, palline e ninnoli di vario genere, tutti di scarso valore, ma tanto importanti per la mentalità del posto, poiché allontanano ii maleficio.

Caratteristiche Iconografiche

La frammentazione dei centri non ha dato origine a tipologie fisse da assegnarsi alle singole città, poiché la produzione dell'area di Bergama si contraddistingue per delle caratteristiche piuttosto omogenee che non variano da un luogo all'altro.
tappeti turchi bergama E frequente ritrovare nei disegni e negli impianti iconografici tanti aspetti che riprendono motivi della gloriosa produzione ottomana; ma tale continuità decorativa non deve essere interpretata come il risultato di schemi che non riescono a innovarsi, sclerotizzandosi in formule statiche e poco originali, poiché nasce da un attaccamento tutto anatolico verso le proprie origini. Così gli antichi Hoibein hanno dato origine a tipologie locali molto diffuse, proprio perché molto amate. Derivano dagli Hoibein a grande disegno i molti esemplari con il campo dominato da cinque figure geometriche: un quadrato centrale, delimitante un altro poligono che, di volta in volta, può essere quadrato, romboidale od ottagonale, affiancato nella parte superiore e in quella inferiore da altri quattro ottagoni o quadrati più piccoli, secondo lo schema 1 + 4. Tutte le figure geometriche hanno profilo uncinato. Talvolta il campo propone due o tre medaglioni sovrapposti, delimitati da un profilo ottagonale, ma con all'interno figure a otto raggi. Per la peculiare forma sono definiti "medaglioni a ruota" e, con ogni probabilità, costituiscono un'autoctona e geometrizzata stilizzazione del motivo buddista del fior di loto a otto petali, giunto in questa parte del mondo attraverso le decorazioni di antiche porcellane cinesi, che gli Ottomani amavano collezionare.
Anche gli Hoibein a piccolo disegno continuano un po' a vivere nella produzione dell'area di Bergama, attraverso manufatti che reinterpretano gli antichi tappeti di corte, suddividendo il campo in rettangoli con al centro medaglioncini esagonali e ottagonali. Richiamandosi alla produzione d'epoca degli Ushak a doppia nicchia e dei settecenteschi tappeti transilvani, si realizzano oggi manufatti con un medaglione esagonale o romboidale, al cui centro è ben evidente un motivo cruciforme.
Ai quattro lati compaiono dei disegni floreali, che ben si intonano con l'insieme geometrico, poiché sono molto stilizzati. Riprendendo poi la grande tradizione anatolica dei tappeti a preghiera, si annodano piccoli esemplari con il caratteristico profilo dì mehrab, culminante in un arco molto appuntito e nicchia a buco di serratura. Molto rari invece sono quei tappeti che propongono un profilo a nicchia, ma hanno al centro un medaglione polilobato. Va ricordato infine che la diffusa produzione di kilim e di giagim ha fatto sentire la sua influenza anche sulla decorazione dei tappeti, per cui molti esemplari annodati ne ripropongono i semplici disegni geometrici. Le bordure di tutte queste differenti tipologie sono abbastanza simili fra loro nei motivi, con una frequente ricorrenza di decori a stella e a rosette.
Non mancano però disegni più originali, fra cui le foglie dentate, talvolta abbinate a calici di provenienza caucasica.

Colori

l colori utilizzati non sono molto vari, eppure l'effetto d'insieme risulta sempre suggestivo. Per il campo si preferiscono cauti accostamenti del rosso scuro con il rosso mattone; tanto blu è scelto per i disegni e per lo sfondo della bordura.
Per gli altri motivi molto ricorrente è il bianco avorio, tinta della lana naturale sapientemente trattata; poco comuni invece il verde, l'azzurro, l'arancione chiaro, il giallo brillante e il nero.