tappeti farahan

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Tappeti Farahan

L'area comprende una miriade di villaggi dove la tradizione dell'annodatura non solo vanta origini antiche, ma si è sempre contraddistinta per la gualità. Non è un caso dunque se i Farahan erano richiesti dalla raffinata nobiltà dell'Inghilterra vittoriana, tanto che anche oggi la denominazione anglosassone "Gentlemen's pattern" viene utilizzata per indicare i prestigiosi esemplari ottocenteschi della zona.

Caratteristiche Tecniche e materiali

I Farahan hanno una fitta annodatura e meno trame dei Sarugh, per cui i manufatti assumono una consistenza più flessuosa.

Caratteristiche Iconografiche

II massimo splendore delle manifatture d'epoca fu raggiunto nel Settecento sotto lo scià Nadir, che insediò a Farahan gli abilissimi maestri di Herat. Proprio per questo il motivo herati è il più diffuso nei capolavori locali, che tuttavia si preferisce svolgere ingrandendone i decori su di un campo blu senza medaglione. La gamma decorativa spazia anche su altre tipologie; vi sono esemplari a campo aperto costellato da eleganti boteh, oppure tappeti a medaglione, spesso con al centro il disegno detto fiore di Zoroastro. Esiste infine il decoro chiamato mastufi, che risente con evidenza dell'influsso degli Aubusson francesi, e quello detto donbakli, dai complessi disegni a vaso sui campo, mentre sui quattro angoli della bordura compaiono motivi a rosoni a forma di tamburo.
Le bordure prevalenti sono quelle a rosette collegate da steli ed herati.

Colori

Tra le tinte prevalgono il rosa dughi, l'avorio, il blu, il marrone, rossi di varie tonalità e un particolare verde tenue ottenuto dal solfato di rame. Questa sostanza, con il passare di tempo, corrode il vello colorato, che per questo motivo appare ora più alto, ora più basso, formando un mosso effetto a bassorilievo.