Glossario dei tappeti orientali

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KALLEGHI (KELLEGHI) — Termine persiano ("testata") che indica il tappeto che serve da coronamento nella disposizione dei manufatti in un unico ambiente. Ha sempre forma stretta e allungata.

KAPCHUK — Cuscini annodati, tessuti e poi imbottiti; sono elementi d'arredo delle yurta turkmene.

KAPUNUK — Manufatto turkmeno a forma di "U" rovesciata. Addobbato con nappine, viene appeso all'ingresso della yurta in occasione delle feste.

KAZAK — Termine usato in commercio per indicare tappeti caucasici realizzati in Georgia, Armenia e nel Karabagh. In genere hanno bassa densità di nodi, rasatura alta e disegni geometrici.

KAZAK ADLER (KAZAK AD AQUILA) — Vedi Adler e Sunburst.

KAZAK A NUVOLE — Denominazione derivata dal decoro a nuvola dei tappeti armeni di Chondarask.

KAZAK A STELLE — Decorazione tipica dei tappeti caucasici provenienti dall'area georgiana; alterna stelle a otto punte di varie dimensioni.

KAZAK A SVASTICA — Kazak ornati da motivi a svastica.

KENAREH (GALLERIA O PASSATOIA) — Termine con cui sì indica un formato di 3,00/5,00 x 0,75/1,25 m.

KEPSE GUL — Gul diffuso presso gli Yomut, ma di chiara derivazione safavide. Al centro ha un ottagono con motivi dentellati disposti scalarmente lungo il profilo, in modo da conferire al disegno un aspetto romboidale.

KHARAK — Termine persiano che significa "coperta da mulo". In genere viene utilizzato per indicare un formato di 1,50 x 0,60 m circa.

KHARCHANGHI — Termine persiano che significa "granchio". Simile aW'afshan, è un motivo composto da un disegno a forma di losanga con profili stilizzati e disposto in diagonale. Da esso si dipartono quattro decori a forma di foglia biforcuta posti a vortice. La composizione comprende altri elementi: una palmetta dalla particolare forma fiammeggiante e un'altra grande e aperta. È molto usato anche sui tappeti caucasici, specie nell'area di Kuba, ed è diffuso pure tra i Qashqai, benché presso tale gruppo venga interpretato con un'audace libertà espressiva che lo rende molto somigliante a un vero e proprio granchio.

KHESTI, DISEGNO — Termine persiano che significa "a formelle". In un'ordinata successione di riquadri, riproduce vasi di fiori, alberi lussureggianti, uccelli e motivi floreali. È una suggestiva e rustica interpretazione degli antichi impianti a giardino del periodo safavide, a cui si richiama anche per il gradevole cromatismo.

KHORJIN — Doppie sacche da spalla o da sella realizzate dalle popolazioni nomadi e destinate a viario uso.

KlLIM — Manufatti tessuti ma senza nodi, quindi senza vello ma con dei semplici passaggi di trame fra gli orditi. Il disegno, in genere geometrico, si ottiene grazie a una particolare tecnica detta "a fessura".

KlLIM BAFT — Parti del tappeto che vengono semplicemente tessute e non annodate.

KIZ — Termine turco che indica i tappeti che costituiscono la dote della sposa.

KORK — Vocabolo persiano che indica la lana di ottima qualità ricavata dal dorso di pecore giovanissime. Morbida e lucente, conferisce una splendida tattilità al tappeto.