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Tappeti Kazak

tappeto kazak

li termine Kazak indica un vasto gruppo di tappeti annodati nel Caucaso occidentale soprattutto dalla metà dell'Ottocento fino ai primi decenni del Novecento. Il loro nome non corrisponde ad alcuna distinta etnia, né tanto meno a qualche determinata area geografica.
In passato si definivano Kazak, cioè cavalieri della steppa, i gruppi nomadi d'origine turco-musulmana e forse è proprio questa l'antica etimologia della denominazione, benché oggi essa si riferisca a un insieme razziale ben più complesso, composto anche da Armeni, Georgiani, Curdi, Turkmeni e Azeri, I tappeti Kazak vengono annodati in un'area compresa fra le località di Kars, Akhaltsykh, Tiflis ed Erivan.

tappeto kazak Caratteristiche Tecniche e materiali

Nel mondo commerciale di qualche tempo fa il termine Kazak veniva impropriamente usato per indicare esemplari considerati piuttosto grossolani e tessuti nei villaggi, ritenuti perciò meno pregevoli rispetto a tappeti cittadini come i Karabagh. In realtà i Kazak d'epoca sono manufatti di buona qualità, realizzati con ottime lane, prerogative che hanno a lungo mantenuto, dal momento che sono stati toccati solo relativamente dal declino della produzione caucasica. Hanno sempre dimensioni medio-piccole, con formati di 1,50 x 2,00 o 2,20 x 2,60 m; la rasatura è alta; l'annodatura è simmetrica, con una concentrazione di 800-1000 nodi per decimetro quadrato. Gli esemplari possiedono in genere una caratteristica consistenza floscia e pesante.

Caratteristiche Iconografiche

tappeto kazak Realizzano un insieme piuttosto complesso di differenti tipologie, i cui disegni sono passati attraverso una vera e propria evoluzione stilistica nel corso del tempo. Gli schemi compositivi sono tipicamente centro-asiatici, così come i disegni, rigorosamente geometrici o stilizzati. Nel complesso, le decorazioni risentono talvolta dell'influenza che l'estetica selgiuchide e anatolica esercitò sull'iconografia del territorio.
Analizzando disegni e impianti, spesso molto differenti fra loro, è possibile identificare fra i Kazak delle tipologie differenti.
Pochi, ma estremamente interessanti, sono i Kazak a svastiche, che presentano una lana lucente e morbida. Per tutto il campo, solitamente rosso brillante, riproducono bianchi poligoni simili a croci uncinate, benché gli studiosi tendano spesso a considerarli un'evoluzione molto stilizzata del motivo a drago. I disegni sono spaziati da barre verdi poste diagonalmente, talvolta terminanti con uncini, forse anch'esse riprese dallo schema a reticolo dei tappeti con i draghi. La bordura è in genere a fondo chiaro, con rombi uniti a poligoni di profilo uncinato. Nel complesso comunque la decorazione è gradevolissima per i suoi colori e soprattutto estremamente dinamica.
Molto più diffusi sono alcuni Kazak che, per consuetudine, vengono attribuiti alla cittadina di Borcialù. Vero tripudio di colori vivacissimi, i Borcialù hanno un'ampia bordura, singolarmente composta dalla sovrapposizione di mezze losanghe dal profilo uncinato; in questa successione ne spicca una a fascia bianca, che a sua volta conferisce maggior vivacità agli altri colori. Bordure analoghe si ritrovano anche nei tappeti turkmeni, ersari e yomut, quasi a testimoniare quanto il Caucaso sia stato un punto di incontro e di confluenza delle più svariate culture. Il campo non ha uno sviluppo accentuato e solitamente riproduce nel suo centro, stretto e allungato, una decorazione a losanghe.
tappeto kazak I Kazak Karachop, molto pregiati e piuttosto grandi, vengono attribuiti alla omonima cittadina georgiana, benché siano annodati anche in altri centri. Il loro impianto richiama quello degli Holbein a grande disegno, componendosi dì un esteso medaglione centrale ottagonale, ai cui vertici, nella parte inferiore e superiore, sono posti rettangoli o quadrati bianchi, secondo l'antico schema anatolico 1 + 4. Il campo è solitamente rosso, decorato spesso con disegni cruciformi. Alcuni rari esemplari Karachop possono avere anche 3, 4 o 5 medaglioni sovrapposti, con al centro, compreso In un rettangolo bianco, un doppio motivo uncinato di derivazione zoomorfa. La composizione è delimitata sopra e sotto da archi con profilo geometrico, fittamente decorati da una minuscola scacchiera di quadratini rossi e blu
a puntini bianchi.
Altrettanto diffusi sono i Kazak a tre medaglioni, dei quali quelli esterni, di colore chiaro, hanno forma ottagonale e profilo uncinato, mentre quello centrale, blu scuro, ha una struttura a rombo e un perimetro scalare, il campo è sempre rosso vivo, ornato da variopinti disegni geometrici minori. Le bordure più ricorrenti sono formate da un susseguirsi di rosette e foglie dentate.
I Kazak Lori-Pambak nel loro impianto tradizionale hanno un medaglione centrale ottagonale, in genere verde e con il ricorrente profilo uncinato, con al centro disegni cruciformi, forse elaborati da antichi simboli solari, raffiguranti animali che si fronteggiano. Anche in questa tipologia il medaglione non è sempre isolato, ma può ripetersi lungo la parte mediana del manufatto con motivi incolonnati. I decori delle bordure, spesso molto vari, ripropongono con maggior frequenza un'alternanza di stelle e tridenti collegati fra loro.
tappeto kazak I Kazak Sevan hanno al centro un medaglione di chiara derivazione araldica; alcuni sono definiti "a farfalla", perché il profilo del disegno ricorda vagamente le connotazioni dell'insetto, protendendosi lateralmente con un andamento vagamente alare. Una loro particolarità è quella di rappresentare ai lati del medaglione dei caratteristici alberi uncinati; questo interesse decorativo per forme naturalistiche stilizzate, ritorna anche nella bordura, con tulipani e foglie dentate geometrizzati.
Del tutto particolari risultano invece i Kazak Shikli, poiché nei disegni richiamano motivi più tipici della produzione di popolazioni nomadiche bakhtiari e afshari della Persia. Il loro centro è costituito da un poligono esagonale, sulla cui parte superiore e inferiore sono posti sei cipressi, a gruppi di tre a tre, con la punta lanceolata rivolta all'interno della composizione.
Alcuni Kazak propongono lungo il campo due file di ottagoni uncinati secondo il disegno denominato "guidi Memling", dal nome del famoso pittore fiammingo cinquecentesco, che spesso riproduceva nei suoi capolavori tappeti anatolici con questo decoro. I manufatti di tale tipo si ritengono annodati dalle popolazioni seminomadi che abitano sulle montagne e la loro origine primitiva sembra sostenuta da un'annodatura piuttosto grossolana e dalla rasatura alta.
Chiudono la rassegna alcuni tappeti attribuiti alla cittadina georgiana di Shuiaver, non lontana dal confine armeno e azerbaigiano. A differenza degli altri Kazak hanno un'annodatura piuttosto compatta, che sicuramente si avvale della perizia artigianale di gruppi armeni insediati nella zona. La decorazione è piuttosto semplice, con rombi quadripartiti che vengono suddivisi in settori, variamente ornati da stelle a 8 punte, piccole croci o diamanti. Le bordure hanno decori medakhel, con rosette collegate da steli, oppure a foglie dentate. I Shuiaver sono famosi per i loro colori sgargianti, i cui contrasti sono accentuati dalla lana spesso tinta di giallo.

Colori

I vari esemplari sono tutti caratterizzati da una grande vivacità di colori, resa ancora più efficace dall'utilizzo di lane di buona qualità, che risultano molto adatte ad assorbire e riprodurre l'intensità dei colori naturali, solo di recente sostituiti da quelli artificiali. Grande spazio è riservato al rosso vivo, estratto dalla rabbia, utilizzato di solito per realizzare gli sfondi, che possono essere anche,blu scuro o bianco avorio. Ma la tavolozza dei Kazakè ben più varia: blu, verde, giallo, azzurro, beige, nero e marrone sono i colori che prevalgono nei disegni.