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Tappeti Mashad

tappeti mashad

Per gli Sciiti Mashad, capoluogo del Khorasan, riveste un ruolo di prioritaria importanza, poiché in questo luogo morì avvelenato il loro ottavo iman Reza, sepolto e venerato in una superba moschea dalle cupole rivestite in oro. La particolare posizione geografica delia città, posta al confine tra il Turkestan e l'Afghanistan, ha dolorosamente segnato la sua storia; nel corso dei secoli, infatti, fu di volta in volta saccheggiata dai Selgiuchidi, dai Mongoli e dagli Afgani, mentre nel 1912 dovette subire un violento bombardamento russo che danneggiò parzialmente i principali monumenti. Anche la composizione etnografica della popolazione rispecchia la complessità delle vicissitudini storiche, annoverando gruppi persiani, turchi, curdi, turkmeni, arabi, afgani e una cospicua comunità ebraica. Le dominazioni che nel tempo si sono succedute non hanno tuttavia portato solo distruzione e morte; basti ricordare lo splendore che caratterizzò il regno del mongolo Sharokh che, nel primo decennio del Quattrocento, fece di Mashad uno dei principali centri d'arte del suo impero, secondo solo alla capitale Herat.
L'epoca d'oro della città continuò anche sotto i Safavidi: proprio a questo periodo risale la tradizione locale dell'annodatura dei tappeti. Mashad divenne un centro tessile capace di realizzare preziosi manufatti, nei cui disegni i maestri del tempo seppero fondere la raffinata iconografia delle miniature, molto diffuse nel periodo mongolo, con alcuni stilemi naturalistici tipici della produzione imperiale.
In numerosi villaggi intorno a Mashad l'arte dell'annodatura vanta un'origine vetusta e continua a essere praticata con alacrità. Dorokhsh, Kashmar, Mud, Sabzevar e Nishabur sono tutti importanti centri di produzione, mentre a Guchan la presenza di gruppi curdi ha conferito ai tappeti del posto un'impronta tribale che ricorda sorprendentemente quella degli esemplari caucasici.

Caratteristiche Tecniche e materiali

Ottima è la qualità della lana, in qualche caso esaltata da un'accuratezza esecutiva di alto artigianato, con nodi precisi e fitti grazie alla tecnica lui baft.

Caratteristiche Iconografiche

Nel XIX secolo le manifatture di Mashad realizzarono bellissimi tappeti, molto apprezzati e richiesti sul mercato inglese per l'eleganza dei decori. La perfetta qualità estetica dei disegni si deve alla creatività di sensibili e geniali maestri, tra cui Makhmalbaf, Amoughli, Gazikhan e Saber, capaci di conferire alle loro creazioni un equilibrio estetico maestosamente contenuto.
Nelle composizioni e nei decori è ben evidente l'influenza safavide, benché non manchino tocchi di rielaborazione autoctona, particolarmente riusciti in quegli esemplari a medaglione centrale il cui sfondo è decorato da minuziosissimi disegni che si amplificano in eleganti volute floreali. Molti manufatti si accostano anche alla produzione di Kerman, o a quella con disegni a tutto campo composti da raffinate palmette shah abbasi, mina khani, boteh e motivi herati. Questi ultimi sono i più ricorrenti nelle bordure, a loro volta interpretate in modo originale. Purtroppo dalla seconda metà del Novecento i manufatti locali hanno sovente assunto le svilenti connotazioni di prodotti di massa, realizzati per accontentare i numerosi acquirenti dell'Occidente. L'annodatura viene spesso eseguita con la veloce tecnica gioiti, i disegni evidenziano una rigidità ben diversa dall'armonia sinuosa dei decori d'epoca, i colori scuri della miglior tradizione, non sempre utilizzati nelle giuste tonalità, possono diventare tetri. Solo la lana è rimasta di ottima qualità e tuttora costituisce uno dei massimi motivi di pregio degli esemplari locali.
Colori

Scelti per accontentare i gusti dei compratori inglesi, i colori dei Mashad d'epoca presentano smorzate tonalità autunnali rosso malva, blu e gialle sapientemente calibrate.

Il taccuino dell esperto

A Mashad l'estimatore di tappeti orientali può ammirare celebri capolavori del periodo safavide e alcuni esemplari ottocenteschi presso il Museo di Astane ghodse Razavi.