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Tappeti Shiraz

tappeti shiraz

Shiraz la bella, Shiraz la dolce. Capoluogo del Fars, vanta una delle migliori posizioni climatiche dell'Iran, con una natura lussureggiante e piantagioni di profumati agrumi.
La città ha rivestito un ruolo fondamentale nella storia della Persia, favorito dalla sua vicinanza a Persepoli, l'antica e potente capitale degli Achemenidi. Centro importante anche sotto i Sasanidi e gli Arabi, si racconta che per la bellezza dei suoi monumenti commosse perfino lo spietato Tamerlano che, incantato dal luogo, lo risparmiò dalle devastazioni. Per breve tempo, alla fine del Settecento, durante il regno della dinastia Zandian, fu capitale della Persia. È stata inoltre la patria di due dei più rinomati poeti persiani: Saadi (XIII sec.) e Hafez (XIV sec). Nel mondo del tappeto la città non lega il suo nome a una particolare produzione autoctona, dal momento che da più di un secolo funziona come punto di raccolta dei numerosissimi esemplari prodotti nell'area di Fars da alcune tribù d'origine nomade: Qashqai, Khamseh, Afshari, Shahsavan e Mamasani.

Caratteristiche Tecniche e materiali

La struttura è completamente è in lana dalla consistenza moscia, il vello è medio-alto. Nei piccoli centri di Marvdashat, Sarvestan e Karbal si è affermata una produzione di manufatti piuttosto economici, ma di scarsa qualità.

Caratteristiche Iconografiche

Nelle immediate vicinanze di Shiraz esistono alcuni villaggi di lingua persiana che realizzano tappeti abbastanza tradizionali, con disegni prevalentemente geometrici. Gli impianti più diffusi sono a uno, due oppure tre medaglioni centrali di forma romboidale, riempiti da vari disegni astratti e stilizzati.

Colori

Le tinte preferite sono il rosso e il blu nelle sue tonalità cupe; raramente si utilizzano colori chiari.

Il taccuino dell esperto

Per scoprire la vera origine dei tappeti che alla fine dell'Ottocento venivano venduti a Shiraz, è illuminante // libro di Vienna, opera del diplomatico inglese Sidney Churchill. Dopo un'approfondita ricerca, l'autore sfata molti errori di attribuzione fino ad allora molto diffusi nel mondo commerciale, che in modo approssimativo e generalizzante definiva Shiraz (o Shiraz Mecca) tutti i manufatti acquistati nel centro urbano.