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Tappeti Shirvan

tappeti shirvan

La regione dello Shirvan, nel settore centrorientale del Caucaso, ha prodotto durante 'Ottocento una grande quantità di tappeti, manufatti presentano alcune identificabili tipologie decorative, benché sia da ritenersi opera azzardata quella che tende a fissare assegnazioni precise alle singole località del territorio. Non bisogna inoltre dimenticare che non è sempre possibile distinguere la provenienza di certi esemplari, considerati del luogo, da quelli tessuti nell'area del Daghestan o di Kuba, a causa delle numerose relazioni intrattenute dalle popolazioni che risiedono in queste zone. Le manifatture si sono concentrate nelle città di Bidjov, Baku, Maraza, Lagiah, Salianì e Kutkashen, abitate principalmente da turchi Azeri e da gruppi armeni.

Caratteristiche Tecniche e materiali

l tappeti di quest'area si distinguono anche tecnicamente, soprattutto grazie a un'annodatura fitta, la quale può raggiungere una concentrazione di 3000 nodi per decimetro quadrato. Sono sempre esemplari molto morbidi al tatto.

tappeto shirvan Caratteristiche Iconografiche

Gli impiantì di questi tappeti risentono dell'influenza dei tappeti a preghiera tessuti in Anatolia, la cui struttura viene riproposta in numerosi esemplari con nicchia a punta e arco geometricamente sagomato a forma di pentagono o di rettangolo. L'interno è completamente decorato da file di minuscoli motivi, a volte floreali, a volte astratti. Il decoro a mehrab viene riproposto anche in particolari manufatti detti saf, che ai nostri occhi risultano una felice fusione di elementi decorativi anatolici, persiani e caucasici. Su di uno sfondo generalmente azzurro vengono rappresentati quattro rettangoli, con all'interno pìccole nicchie tutte ornate con eleganti boteh. Al centro, per dividere le file di tali decori, sono stati inseriti strani disegni d'origine autoctona, che ricordano la struttura di massicci troni. Questo particolare decoro viene denominato shirvan takhteh.
Un'altra tipologia prevede motivi distribuiti per tutto il campo e inseriti in una grata romboidale o esagonale dal perimetro seghettato. Nella scelta dei minuscoli disegni sembra proprio che la fantasia locale non abbia conosciuto limiti. Propongono infatti curiosi decori floreali, palmette shah abbasio fiori di melograno, mina khani, particolari boteh e perfino strane stilizzazioni dei samovar, con cui molti orientali preparano il tè. Talvolta l'andamento diagonale delle decorazioni è messo in rilievo dalla distribuzione dei colori. Appartiene sempre a quest'area un eterogeneo gruppo di tappeti, commerciaimente denominati Bidjov, dal nome di una cittadina locale. Nell'impianto presentano una rielaborazione dello schema a vaso, con una serie di palmette alternate a motivi geometrizzati e a foglie ricurve. Per conferire armonica continuità all'intero insieme decorativo, la fascia principale della bordura spesso propone i medesimi boteh prescelti per decorare i quattro piccoli mehrab.
tappeto bidjov Non mancano altri motivi: a doppia "Z", a sette fasce anatolici, a uccelli con cresta di gallo, a pappagalli, a fiori di narciso collegati tra dì loro da tralicci, a drago, a barre o biscotto, cufici, a foglie frastagliate e a calice. Gli altri tappeti Shirvan hanno invece bordure contenute, con una predominanza di motivi geometrici nella fascia principale. Anche qui l'influenza dell'arte anatolica ha lasciato un segno, poiché non è raro trovare bordi con decorazione cufica. Fra gli Shirvan non è infrequente ritrovare tappeti a medaglioni sovrapposti, da due a cinque, disposti al centro del campo in unica o doppia fila. Meno consueta invece è la composizione che prevede un unico medaglione centrale. Le figure geometriche prescelte possono ricordare i guldeì turkmeni che abitano al di là del Mar Caspio; sono infatti losanghe, ottagoni, o poligoni con profilo scalare, più raramente uncinato, attorniati da una miriade di piccoli motivi stilizzati di animali o fiorì. I Bidjov, come gli Zeikhur attribuiti all'area di Kuba, possono presentare nella fascia maggiore della bordura il motivo "a cane che corre".

Colori

La bizzarria decorativa dei maestri del posto si è espressa con una certa varietà di forme e impianti, ben valorizzati dall'uso di una vasta gamma di colori dai toni solitamente contenuti, messi in risalto però dalle profilature in nero dei disegni.
Per il campo è spesso prescelto il giallo, anche neile tonalità zafferano; vi sono poi l'azzurro, l'avorio, il blu scuro, mentre il rosso non è utilizzato con frequenza.
I Bidjov hanno di solito fondo blu e colori poco vivaci, fra cui prevalgono 'ocra, l'avorio e l'azzurro.