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Tappeti Sultanabad

Sultanabad, i'attuale Arak, fino alla fine dell'Ottocento fu contraddistinta da una sorta d'isolamento culturale. Solo a partire dal 1875 cominciò ad attirare l'attenzione degli imprenditori di Tabriz e della compagnia Ziegler, che vi impiantarono manifatture di tappeti. Questo significò l'inizio della prosperità, ma privò di genuinità la locale tradizione dell'annodatura.
Solo nel 1920 la produzione è di nuovo passata sotto il controllo persiano, che ha incentivato il ritorno alla spontaneità originaria, e oggi i tappeti della zona sono fra i più pregevoli di tutto l'Oriente.

Caratteristiche Tecniche e materiali

Colorazione, preparazione dei materiali e annodatura dei tappeti sono molto simili a quelle dei Sarugh. Il vello è piuttosto alto (11-12 mm), adatto per garantire maggiore resistenza, ma poco efficace nella definizione dei contorni, che risultano piuttosto confusi.
Caratteristiche iconografiche

Le influenze straniere si sono rivelate evidentissime soprattutto negli impianti iconografici, imponendo decori floreali con insignificanti ramages sparsi per tutto il campo, dei tutto avulsi dalla tradizione persiana. Per creare il contrasto tra la bordura e il campo, gli esemplari d'epoca avevano il campo costellato da motivi decorativi naturalistici e la bordura con una larga fascia herati. In genere all'estremità dei bordi, veniva eseguita una larga fascia lungo i quattro lati (riquadratura) con il colore naturale della lana che metteva in risalto l'intero impianto iconografico.

Colori

I filati di lana dei Sultanabad, come quelli dei Sarugh americani, venivano fatti bollire in una soluzione di allume, quindi posti a macerare per circa due ore in una soluzione di acqua, rabbia e dugh, sostanza costituita da yogurt acido e acqua. Acquistavano così un colore arancione intenso, che però si trasformava nel caratteristico tono rosato dughi nell'ultima fase di tintura, quando il filato veniva posto per almeno 24 ore sotto l'acqua corrente. Nella moderna manifattura prevalgono il rosso brillante, il rosa dughio intenso e l'avorio.