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Tappeti Sumak

tappeto sumak

I sumak sono manufatti tessuti che per la loro particolare tecnica esecutiva non possono essere reversibili. Infatti a differenza dei kilim possiedono un diritto e un rovescio, sul quale compaiono numerosi fili lasciati liberi in corrispondenza di ogni cambio di colore. Proprio perché le trame vengono attorcigliate all'ordito e a ogni cambio di colore vengono lasciate libere sul retro del manufatto, i sumak hanno una consistenza piuttosto rilevante, che li rende anche resistenti all'usura.
II termine identifica una grande regione geografica del Lorestan persiano, ma secondo il noto studioso Parviz Tanavoli i sumak devono il loro appellativo a un omonimo arbusto molto utilizzato in Persia e in Turchia sia nei procedimenti tintori, sia in cucina. Ricco di fisetina, miscelato a sale e ad allume permette di ottenere un particolare arancione che ha la peculiarità con il tempo di assumere varie tonalità rosso ruggine. Poiché tale tinta è molto ricorrente in questo tipo di manufatti, Tanavoli ritiene che con il tempo per estensione sia stato utilizzato per denominarli. Va tuttavia ricordato che in Iran gli esemplari di tale genere sono chiamati suzani, mentre il popolo dei Shahsavan preferisce chiamarli caicco, che significa barca.
I sumak d'epoca venivano interamente eseguiti in lana; in età recente alcuni gruppi curdi insediati soprattutto nella zona di Bigiar hanno realizzato splendidi manufatti interamente in seta. Con questa tecnica molti popoli orientali, fra cui i Qashqai, i Shahsavan e i Curdi, realizzavano pure un'infinità d'oggetti d'uso ed elementi decorativi per le tende.

tappeto sumak I motivi decorativi

Distinguendosi dai kilim, i sumak propongono una maggiore varietà decorativa, che si caratterizza spesso con disegni talvolta più naturalistici e meno stilizzati; in ambito iconografico si distinguono per originalità i manufatti tessuti in Caucaso nell'Ottocento.
Per certi aspetti la loro ideazione fu influenzata dagli schemi compositivi e dai decori dei locali tappeti annodati, come si può riscontrare nei sumak d'epoca a drago, anche se in questi manufatti i disegni sono stati tracciati senza rispettare il tradizionale impianto a griglia e l'insieme ha perso ogni originario realismo decorativo. Molto ricorrente è lo schema a medaglione, proposto con frequenza soprattutto nella tipologia che prevede una serie di losanghe accuratamente decorate, disposte orizzontalmente sul campo e con al centro un ottagono delimitante un disegno cruciforme.
Vi sono poi sumak con medaglione a stella, che riprendono un motivo dei tappeti Kazak Fachralu. Solitamente propongono lungo il loro asse centrale una teoria di almeno tre medaglioni a stella con un profilo però molto lineare e dal disegno sovrapposto, quasi a costituire un effetto a caleidoscopio, con al centro un ottagono molto simile a un gul di Memling, il quale presenta nel suo cuore un'altra piccola stella ad otto punte.
II resto del campo è riccamente ornato da una profusione di minuscoli motivi a rosette.
tappeto sumak Alcuni medaglioni hanno sempre il profilo esterno di quelli sopra descritti, ma nella stella a otto punte più interna propongono un decoro con quattro frecce che formano una croce e possono ricordare artigli e teste di aquile bicipiti, in questo caso il campo è arricchito da minuscoli motivi a "S", piccole rosette o stelle a sedici punte a loro volta delimitate da un ottagono. Una ricca decorazione d'insieme è spesso prevista nei sumak a medaglione, al punto che i decori presentano un'eccezionale gamma di motivi. Oltre a quelli già analizzati, si ricordano: minuscole figure d'uccelli stilizzati, guidi Memling, disegni uncinati, boteh, piccoli fiori shah abbasi, l'ancora, decori geometrici a scacchiera e foglie frastagliate. Per questi tipi di sumak le bordure sono herati oppure simili a quelle dei tappeti caucasici.
Molti esemplari hanno invece disegni a "S", simbolica rappresentazione geometrica del drago e del serpente. Per questi manufatti si usa in Caucaso anche la denominazione di sileh e spesso presso alcuni popoli e presso i Shahsavan vengono realizzati in piccoli pezzi quadrangolari, che solo in un secondo momento sono ricuciti insieme. Il decoro a "S" è distribuito a tutto campo con un andamento a formelle e, per far risaltare i singoli motivi, li si distanzia fra loro, utilizzando nei colori l'effetto di contrasto. Il profilo è spesso dentellato.
Esistono poi particolari tipi di sumak che si contraddistinguono per i loro campi stretti contornati da ampie fasce di bordura e decorati da graziosi disegni: pavoni con superbe code aperte a ventaglio, boteh, simboli sasanidi. Le donne che li tessono li chiamano vereneh, mentre gli studiosi li denominano zilio zilu.
Sui sumak compaiono moltissimi altri disegni: foglie frastagliate, svastiche, stelle a 8 o 16 punte, protomi di uccelli, frecce.
In esemplari contemporanei dell'Iran i disegni più diffusi sono quelli a medaglione stilizzato o a doppia nicchia, con motivi floreali e geometrici che riempiono il campo.

Tecniche esecutive

Per realizzare i sumak, le tessitrici orientali nel corso dei secoli hanno inventato numerose tecniche, per cui annoverarle tutte risulta quasi impossibile ed è sicuramente più proficuo ricordare solo le più diffuse. Quella più utilizzata, soprattutto nelle zone caucasiche, è detta semplice o a trame avvolte: con essa si realizzano sumak molto resistenti all'usura grazie alle moltissime trame che vengono lasciate libere sul rovescio dell'esemplare.
Esse vengono avvolte attorno agli orditi più volte, acquistando al diritto un andamento diagonale, mentre al rovescio vengono lasciate libere a ogni cambio di colore e fissate con un nodo. Talvolta per rendere il manufatto più robusto si fa passare anche una trama strutturale colorata, della stessa dimensione di quella decorativa. Questa tecnica di base ha in quella detta a "lisca di pesce" una sua diffusa variante. In questo caso i tessitori fanno in modo che a ogni ricorso le trame risultino inclinate secondo un andamento simile a quello delle lische di pesce.
Nel procedimento detto del sumak a rovescio, invece, il rapporto di passaggio delle trame viene invertito, per cui in questo caso non si realizza 'effetto obliquo che invece si ottiene con le altre due tecniche.
Gli orli dei sumak si ottengono solitamente avvolgendo delle trame intorno ad alcuni orditi, mentre le testate sono spesso realizzate con la tecnica del kilim baft.