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Tappeti Tekè

tappeti teke

Potenti, numerosi e agguerriti, per centinaia di anni i Tekè viaggiarono nei territori del Turkestan alla ricerca di pascoli e oasi. Solo a partire dal Settecento iniziarono a risiedere con maggior stabilità nell'oasi di Akhal, non molto distante dal deserto di Karakum. Scampati alle spedizioni punitive volute dalla Persia, intorno al 1859 si spinsero fino all'oasi di Merv, da cui cacciarono gruppi di Salor e di Saryk; ma nel 1884 furono sconfitti dai Russi. Fino a qualche decennio fa si era soliti suddividere questa grande tribù in due sottogruppi, identificati in base alle rispettive zone di insediamento geografico: gli AkhalTekè e i MervTekè. Conseguentemente è stato facile assegnare ai due clan differenti produzioni di tappeti, caratterizzate da tipologie ben precise e diversificate in base ai colori, ai materiali e ad alcune prerogative d'esecuzione. Ma anche in questo caso ogni precisa catalogazione è risultata semplicistica e arbitraria, soprattutto perché i manufatti Tekè sono fra i più eterogenei del Turkestan, a causa della vastità dell'area geografica entrò cui si mosse la tribù. Sui mercati occidentali con un termine generico vengono indicati con il nome di Bukhara.

Caratteristiche Tecniche e materiali

Nei tappeti principali la densità dei nodi è di 2000-3500 per decimetro quadrato, ma può essere anche di 9000 in esemplari dì piccole dimensioni. Nei tappeti più raffinati è frequente l'uso della seta.
Oitre alle solite ampie fasce di testata realizzate con la tecnica kilim baft, sui manufatti Tekè possono comparire orditi molto lunghi e colorati come i seneh haft rangh, che conferiscono una rara bellezza al tappeto.
Per i finimenti dei cavalli e di altri animali da soma, oppure per esemplari realizzati come addobbi in occasioni di feste, la popolazione soleva realizzare colorate e graziose nappine.

tappeto teke Caratteristiche Iconografiche

È possibile evidenziare nei tappeti Tekè diverse fasi stilistiche principali a partire dal XVIII secolo, con la realizzazione di sobri impianti decorativi. Vi compaiono gulpiuttosto grandi, allineati su quattro o cinque file e delimitati da una bordura estremamente essenziale. L'evoluzione successiva propone un'ulteriore rarefazione decorativa, ottenuta con un rimpicciolimento dei gul, molto spaziati fra loro. Infine, dalla seconda metà dell'Ottocento, i tappeti acquistano una maggior ricchezza iconografica, con una sovrabbondanza di gul e con bordure ampie e minuziosamente disegnate, che in certi esemplari tardi riducono sensibilmente la dilatazione del campo. Evidenti somiglianze accostano i gullekè a quelli degli Ersari e dei Salor, benché nella produzione della tribù essi vengano collegati da sottili trame verticali e orizzontali, che disegnano sullo sfondo una specie di griglia. Nelle bordure vengono utilizzati curiosi motivi come una doppia "T", forse simbolo sasanide, entità geometriche ottagonali in genere con sfondi chiari e riempiti con una svastica composta o un sole rotante, intercalati tra di loro da gul di varie forge e motivi a calice.
Torbe e chuval sono i manufatti Tekè più diffusi. Nelle decorazioni riprendono sia motivi dei tappeti principali, sia gul Salor, Saryk e Yomut. Negli ultimi decenni dell'Ottocento si eseguirono caratteristiche chuval costituite da fasce orizzontali in cotone di semplice armatura tessuta, alternate a strisce annodate e con vari disegni, spesso simili ad alberelli con magici poteri apotropaici. I rari e splendidi kapunuk, posti agli ingressi delle tende in occasioni speciali, hanno invece decori a tralci con foglie accartocciate.
Disegni simili ritornano anche sugli asmalyk, utilizzati per bardare il cammello della sposa durante la cerimonia nuziale e per le yolami, fasce per irrobustire le strutture delle tende e infine engsi che si utilizzano come tendaggi per le porte e le finestre delle tende (alacigh od oy).

Colori

Nella colorazione dei vari manufatti è predominante il rosso, nelle tonalità porpora, mattone e rosate. Nei disegni, invece, è ricorrente il blu e, in qualche caso, il giallo.